Carta dei vini

CARTA DEI VINI

 STORIA DEL VINO ABRUZZESE

Le origini della viticoltura abruzzese sono antichissime: il celebre poeta Ovidio ne descrive la fertilità e la bellezza nella sua opera giovanile "Amores", il condottiero Annibale vi trovò ristoro per le sue truppe e Plinio il Vecchio ne parla nella sua opera "Naturalia Historiae". Oggi come allora, le colline della costa abruzzese sono terreni ideali per la produzione di vini di elevata qualità con riconoscimenti DOC e DOCG.

Montepulciano d'Abruzzo

A differrenza del vino toscano di Montepulciano, il nome di questo omonimo abruzzese trae origine dal vitigno che lo caratterizzza. Si può affermare con certezza che è nato nell'abruzzese Valle Peligna nel XVIII secolo, molto prima rispetto a quando si vantano le origini toscane del vitigno. Col tempo il vitigno si è adattato facilmente alle variazioni del territorio, e oggi lo si può trovare in tutta la regione. Il vino Montepulciano ha generalmente un colore rosso rubino e lievi sfumature violacee e arancioni con l'invecchiamento. Il suo sapore è asciutto, gradevole e morbido.

Trebbiano d'Abruzzo

La produzione del vino trebbiano d'Abruzzo ricopre quasi tutta la regione. Viene ricavato dal mosto fiore del vitigno omonimo ed ha color giallo paglierino chiaro o dorato. Plinio il Vecchio,nella sua opera "Naturalia Historiae", parla di un "Trebulanum" che pare fosse originario della Campania, successivamente importato in Abruzzo. Allora il Trebbiano godeva di scarso interesse presso i bevitori dell'impero romano, ma era molto apprezzato presso l'esercito, tanto da essere chiamato "il vino dei soldati". Il vino Trebbiano ha un profumo molto delicato e un sapore asciutto e vellutato.

 Altri Vini

Oltre ai due principali vitigni che caratterizzano la regione Abruzzo ce ne sono altri meno diffusi, ma non meno importanti in quanto a qualità. Accanto al Trebbiano d'Abruzzo gode di particolare importanza, specialmente negli ultimi anni, il Pecorino. Il nome curioso deriva dalla diffusione geografica del vitigno, che nell'Ottocento veniva coltivato nelle regioni medio Adriatiche dove avveniva la storica transumanza dei pastori. Oppure potrebbe derivare dal particolare gradimento delle greggi verso quei grappoli d'uva, croccanti e gustosi, che causava un certo astio tra pastori e agricoltori. Dopo un lungo periodo di assenza è stato riscoperto da alcune cantine abruzzesi che lo hanno coltivato in un terreno ideale il quale gli ha permesso di acquisire un ottimo sapore, anche grazie alle vendemmie tardive.

Altro vino importante, anche se poco diffuso, è il Montonico, un vino la cui produzione viene effettuata nei vitigni di Bisenti e Poggio delle Rose (Cermignano), in provincia di Teramo. La particolarità diquesto vitigno sta nella presenza di grappoli e acini piuttosto grandi. Il vino Montonico ha un colore giallo con riflessi verdi, un odore fruttato ed un sapore fresco, acidulo e con retrogusto leggermente amarognolo.

Al Montepulciano d'Abruzzo si può invece affiancare la specificazione di Cerasuolo qualora le uve vengano vinificate in presenza delle bucce per un minore periodo di fermentazione.Il nome "Cerasuolo" deriva proprio dal colore rosso "cirasce" (in abruzzeze "ciliegia") che lo caratterizza. Il Montepulciano Cerasuolo non è di difficile produzione: è sufficiente infatti un taglio anche con minime quantità di altro vino per fargli perdere le sue caratteristiche organolettiche ottimali. L'odore è gradevole, fruttato ed intenso. Il sapore è secco e va da sentori di mandorla a frutti rossi (mele,pere,prugne,pesche,ed ovviamiente ciliege).